Musica2018-10-24T08:15:38+00:00

Musica

Perché proprio la musica?

La musica è una creazione, un’invenzione umana, con cui conviviamo ogni giorno. Quali sono le sue origini? Perché l’abbiamo inventata?

In merito all’origine della musica e ai relativi effetti sugli esseri umani esistono diverse teorie e opinioni basate su studi scientifici, peraltro tutte molto interessanti. In generale, tali tesi sostengono diversi punti di vista relativamente alle origini del rapporto tra gli esseri umani e la musica.

Gli effetti benefici della musica sulle persone sono stati oggetto di studio in innumerevoli occasioni. Tra le molteplici proprietà di tale attività vale la pena menzionare la sua utilità per rilassarsi, incentivare l’espressione di emozioni, migliorare la comunicazione, ricordare e stimolare la memoria, nonché promuovere la creatività. Non c’è dunque da meravigliarsi se anche durante la gravidanza ascoltare musica è molto positivo per la futura mamma, poiché la aiuta a rimanere rilassata.

Le origini della musica

La musica è sempre stata presente nel corso della storia, in tutte le culture. Probabilmente, costituisce una delle forme più antiche di comunicazione tra gli esseri umani, giacché l’espressione tramite suoni e danze ha preceduto il linguaggio verbale. La scoperta di strumenti musicali in siti archeologici risalenti a 6.000-8.000 anni fa ne è una chiara dimostrazione. Anche i neonati di pochi mesi rispondono meglio quando comunichiamo con loro attraverso melodie, anziché parole.

È possibile che sia stata la musica l’attività che ha preparato i nostri avi protoumani alla comunicazione verbale? Sì, esiste questa possibilità. Di fatto, diverse teorie lo affermano. Una di queste sostiene che la musica si è sviluppata in maniera evolutiva perché fomenta lo sviluppo cognitivo, ovvero la conoscenza. Altre tesi, invece, sottolineano come le origini della musica vadano ricercate nel bisogno di un elemento di unione, relazione e coesione sociale tra gli esseri umani.

Ogniqualvolta si raduna un gruppo di gente, infatti, la musica è sempre presente. Basti pensare, ad esempio, a riti religiosi, feste di laurea, parate militari, eventi sportivi, cene romantiche, funerali, ecc. La musica è un elemento fondamentale non solo nella vita degli individui, ma anche per la loro convivenza nella società.

Lo studio delle origini evolutive della musica e della medesima vista come istinto risale a Darwin, secondo cui l’istinto musicale negli uomini si è sviluppato attraverso la selezione naturale, come parte dei rituali di accoppiamento. Nel celebre “L’origine delle specie” afferma: “Sono giunto alla conclusione che il ritmo e le note musicali siano stati acquisiti allo scopo di attrarre individui dell’altro sesso”. Secondo lo scienziato americano Stanley Miller la musica si è sviluppata in maniera evolutiva affinché i maschi possano attirare le femmine, fattore tutt’oggi mantenuto.

Inoltre, esistono ulteriori teorie posteriori. Per Sperber, Barrow e Pinker, ad esempio, la musica non ha alcuna ragion d’essere, esiste semplicemente perché è un’attività che ci risulta piacevole.

Qual è l’effetto della musica sul cervello degli esseri umani?

Il núcleo accumbens è costituito da un gruppo di neuroni del cervello che, se stimolati, producono dopamina, sostanza che infonde benessere. Il nucleo accumbens è dove sperimentiamo la sensazione di gratifica, nonché il centro del piacere, che può essere provocato da cibo, sesso, droga, altre dipendenze o dall’ascolto di musica.

Le melodie influiscono sul nostro cervello, suscitando risposte emotive. La musica è una ricompensa intellettuale. Quando si ascolta una canzone si genera un’intensa attività neurologica che coinvolge varie parti del cervello.

La dott.ssa López-Teijón osserva che la musica, nella sua funzione di mezzo di comunicazione, è stata ormai soppiantata da alternative più moderne, come il telefono, la scrittura, la posta elettronica, ecc. Ora la utilizziamo esclusivamente come elemento che infonde piacere. La consideriamo cultura e arte, non più un mezzo di comunicazione.

Alla luce di tali dati e dei benefici della musica sulle persone, l’Institut Marquès ha iniziato a studiare la possibilità di avvicinare la musica ai feti per analizzarne e valutarne gli effetti. Se si considera il complesso processo di sviluppo di un feto (a livello neuronale, uditivo, ecc.) e l’ambiente circostante, il progetto è stato un’autentica sfida. Tuttavia, grazie al duro lavoro del team dell’Institut Marquès e a Music in Baby siamo riusciti a sviluppare un dispositivo unico e sicuro che consentirà al bebè di godersi la musica ancor prima di nascere.

Rispondono allo stesso modo con tutti i tipi di musica?

Dopo aver terminato lo studio con la musica di flauto di Bach, Institut Marquès sta facendo ricerche su altri tipi di musica e di suoni e si stanno osservando risposte molto diverse.

Attualmente stiamo analizzando la risposta in termini di percentuale di feti che muovono la bocca e la lingua e quelli che fanno il movimento specifico di tirare fuori la lingua nel rispondere a ogni tipo di musica.

Nel corso dello studio, abbiamo usato diversi tipi di musica, abbiamo aggiornato i risultati ogni settimana e continuiamo a indagare per capire quali siano i ritmi o le melodie che li stimolano maggiormente e perché.

La ditta Universal Music ha collaborato con il nostro gruppo di ricerca in RSI. Grazie alla cooperazione abbiamo potuto utilizzare i suoi archivi e i suoi collaboratori hanno proposto suoni e hanno segmentato dei brani che ci hanno permesso di ottenere così un maggior numero di risposte per analizzare le caratteristiche specifiche di dette melodie.

In questo grafico è possibile vedere alcuni dei risultati e ascoltare il brano musicale:

 

TITOLO E AUTORE

MOVIMENTO BOCCA LINGUA

PROTRUSIONE LINGUA

Mozart

Serenata K525, Mozart

91%

73%

Villancico

Campana sobre campana

91%

30%

Queen

Bohemia Rhapsody, Queen

90%

40%

Miguel Poveda

Embrujao por tu querer, Mozart

90%

20%

Bach flute

Solo BWV1030, Bach

87%

47%

Village people

Y.M.C.A

90%

10%

Prokofiev

Pedro y Lobo Op.67

88%

10%

Tradicional JAP

Kizuna

84%

46%

Mantra

 

82%

9%

Piano Mozart

Sonata K448, Mozart

80%

20%

Drums

Música ancestral africana

78%

11%

Emiliano Tosso

Maternita

75%

35%

Beethoven

Sinfonia nº 9, Himno de la Alegría

72%

27%

Ozone

Dragostea Din Tei

70%

20%

Strauss

Marcha Radetzky, Strauss

70%

10%

Richard Clayderman

Adeline

60%

30%

Adele (a capella)

Someone like you, Adele

60%

20%

Arpa

Fiesta Criolla, Carlos Santana

60%

10%

Bee Gees

Too much haven

59%

0%

Rancheras

Vicente Fernández, El Rey

55%

5%

Canción cuna

 

54%

8%

Havaneres

Gavina voladora, Marina Rossell

50%

17%

Guitar

Concierto de Aranjuez, Joaquín Rodrigo

50%

10%

Shakira

Waka waka

50%

8%

Vivaldi

Concierto RV359, Vivaldi

50%

20%

Gregoriano

Santo Domingo de Silos

50%

6%

Voce Mickey Mouse

 

76%

17%

Voce umana

 

60%

0%

 

Il feto reagisce in maniera diversa secondo il brano musicale.

La Serenata K 525 di Mozart induce movimenti di bocca-lingua nel 91% dei casi e la protrusione della lingua nel 73% dei feti di più di 6 mesi. Invece la Sonata K448 per pianoforte di Mozart induce una risposta minore (rispettivamente l’80% e il 20% ).